martedì 25 novembre 2014

Quanti cambiamenti!

E' passato un po' di tempo dall'ultimo post. Leonardo ha 7 mesi e mezzo, e quanti cambiamenti ci sono stati in questo ultimo periodo!
Per prima cosa i denti. Ne ha ben 8 e praticamente siamo pronti per lasagne e bistecca! Abbiamo passato notti d'inferno, lui continua a masticare e mordere qualsiasi cosa gli capiti tra le mani, compresi noi! Ma questi 8 dentini ormai sono usciti e speriamo che ci diano un po' di tregua prima che arrivino gli altri! Chissà quanta sofferenza, povero piccolo!
La seconda novità è la pappa! Ormai siamo grandi, Leonardo mangia sia a pranzo e - da ora - anche a cena. Pappa fatta con brodo vegetale e crema di riso, oppure mais e tapioca e da poco anche la multicereali. In più carne bianca e pesce e tra un po' inseriremo anche lo yogurt a merenda. L'allattamento è sempre più scarso, ormai solo di mattina, pomeriggio (se non mangia lo yogurt) e sera prima di andare a nanna. Certo, abbiamo passato dei momenti poco felici riguardo l'allattamento: i dolori, le incomprensioni, la fatica... Però alla fine ce l'abbiamo fatta (sì, perché anche lui mi ha aiutato insieme a Stefano a superare questi piccoli grandi ostacoli) e siamo riusciti a essere uniti in questa cosa finora. E voglio continuare! E' un gesto così bello che spero di poterlo fare ancora per un po' di tempo! 
Certo, Leonardo mangia le pappe e la frutta volentieri. Mi viene da ridere pensando alle facce che ha fatto la prima volta che gli abbiamo fatto assaggiare qualcosa che non fosse latte! Ora apprezza un po' tutto, la frutta gli piace tanto (la pera, la prugna e la banana soprattutto) e anche la pappa, soprattutto se fatta con la zucca, che sembra proprio che gli piaccia.
La terza novità riguarda l'asilo. Ha iniziato ormai da 3 settimane e solo da pochi giorni sembra andare un po' meglio. Abbiamo avuto dubbi, mi sono sentita un po' in colpa, più volte mi sono chiesta se fosse necessario e se invece non stessi forzando un po' le cose. Lui cosa desidererebbe? mi chiedevo spesso. Ovvio che, se fosse per lui, starebbe a casa sua con la sua mamma e i suoi giochi. Ma poi so che lo faccio per il suo bene, per farlo crescere con uno spirito autonomo, per farlo confrontare con altri bambini, per farlo giocare in un ambiente a misura per lui e che gli possa garantire gli stimoli di cui ha bisogno.
E' vero anche che è sempre un po' dura lasciarlo lì in lacrime, ma so che dopo pochi minuti si diverte e gioca e sta bene. Devo avere fiducia! Piano piano andrà sempre meglio e spero che arrivino altri bambini prima o poi (per ora è l'unico iscritto!), così potrà fare amicizia e confrontarsi.
Stiamo anche provando a gattonare. Insomma, l'esperimento per ora non è ancora riuscito. A pancia in giù, si punta con i piedi e alza il sedere, ma non ha ancora capito cosa deve farne delle sue braccia, che finiscono quasi sempre incastrate sotto la pancia. A parte qualche problema logistico, però, siamo a buon punto e chissà che fra poco non lo vedremo girare per casa da solo!
Noi siamo felici, abbiamo un bambino che ci riempie d'orgoglio per tutte le piccole grandi cose che ha imparato a fare (per esempio, ora ha scoperto quanto sia divertente buttare ogni cosa per terra e aspettare che qualcuno lo raccolga. E potrebbe farlo centinaia di volte!). Sta diventando grande, noi cerchiamo di comportarci al meglio, di dare il buon esempio, di non arrabbiarci troppo (a volte però non è facile), di essere sempre sorridenti anche quando le cose non vanno come vorresti.
Insomma, stiamo cercando di fare i buoni genitori e solo lui saprà dirci un domani se ci stiamo riuscendo. Forse è nella natura umana di ogni genitore sentirsi un po' in colpa e un po' incapace. Noi però facciamo finta di niente e lavoriamo sodo per restare uniti e fare il meglio per lui.

Ho trovato un testo di Giorgio Gaber che si intitola Non insegnate ai bambini. E' molto bello, lo condivido e così lo ripropongo qui.

Un bambino risponde «grazie» perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.
Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te.
Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la tua paura.
Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio, di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è «aiutami a fare da solo».
Quando un bambino cade correndo e tu gli avevi appena detto di muoversi piano su quel terreno scivoloso, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato; punirlo è un gesto crudele; purtroppo sono molte le madri che infieriscono in quei momenti. Avrai modo più tardi di spiegargli l’importanza del darti ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.
Un bambino non apre un libro perché riceve un’imposizione (quello è il modo più efficace per fargli detestare la letteratura), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso nell’oggetto che voi tenete sempre in mano con quell’aria soddisfatta.
Un bambino crede nelle fate se ci credi anche tu.
Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore, anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori. L’ipocrisia dello stare insieme per i figli alleva esseri umani terrorizzati dai sentimenti.
«Non sono nervosa, sei tu che mi rendi così» è una frase da non dire mai.
Un bambino sempre attivo è nella maggior parte dei casi un bambino pieno di energia che deve trovare uno sfogo, non è un paziente da curare con dei farmaci; provate a portarlo il più possibile nella natura.
Un bambino troppo pulito non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, gli animali, la neve sono tutti elementi con cui lui vuole e deve entrare in contatto.
Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo non è malvestito, ma è un bambino che sceglie secondo i propri gusti.
Un bambino pone sempre tante domande, ricorda che le tue parole sono importanti; meglio un «questo non lo so» se davvero non sai rispondere; quando ti arrampichi sugli specchi lui lo capisce e ti trova anche un po’ ridicola.
Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, il bambino percepisce il dolore, lo legge, attraverso la sua lente sensibile, nella luce velata dei tuoi occhi. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, spiegagli perché sei triste, lui è dalla tua parte.
Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.
Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.
Il bambino adora la confidenza, ma vuole una madre, non un’amica.
Un bambino è il più potente miracolo che possiamo ricevere in dono, onoriamolo con cura.

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